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Mignon. Libri in strada

Mignon: Fatima Abbadi, Leonio Berto, Ferdinando Fasolo, Giovanni Garbo, Mauro Minotto, Giampaolo Romagnosi, Davide Scapin.

Mignon. Libri in strada

La narrazione fotografica che Mignon pone in essere con questo lavoro ha come soggetto il lettore incontrato per strada, colto -o sorpreso- in relazione con l’oggetto libro.
Chi incontro quando incontro una persona che legge? Dove la incontro?
Quali luoghi sta abitando? Verso quali mete e destini è in viaggio il lettore?
E noi, suoi spettatori, cosa possiamo cogliere da quell’attimo rubato che una fotografia ritrae?
Messi insieme, gli scatti di cui si compone questo lavoro ci raccontano come il gesto della lettura conduca lo spettatore ad essere introdotto in una scena dal tempo che si moltiplica: non è solo l’attimo in cui viene fermato il soggetto ad essere protagonista, ma anche il tempo altro in cui egli è immerso -il tempo della lettura- l’altrove del viaggio. La lettura ferma il tempo e apre a una dimensione nuova, diversa; è sosta e partenza, ancoraggio e traversata. L’uomo che legge è in uno stato di attenzione che lo estrania dal contesto in cui si trova e lo rende a sua volta, per il fotografo che lo ritrae, evento da scoprire. Così inteso il gesto fotografico assume un valore antropologico, uno sguardo che indaga l’umano nelle sue forme dello stare al mondo.

MIGNON nasce nel 1995 da un’idea di Giampaolo Romagnosi, che fonda il gruppo con Mauro Minotto e Angelo Tassitano per promuovere un progetto fotografico finalizzato alla rivalutazione delle piccole cose che appartengono alla quotidianità, fissando come unico vincolo la ripresa e la stampa in rigoroso bianco e nero; fin dalla prima pubblicazione del 1997 il collettivo si identifica nella corrente della “Street Photography”. Dopo la prima attività di ricerca dedicata all’opera di Giovanni Umicini, nel 1999 entra nel gruppo Ferdinando Fasolo e il lavoro del collettivo si espande con l’organizzazione di mostre fotografiche e la stampa di numerosi libri, oltre a serate ed eventi dedicati alla fotografia. Fondamentali per Mignon sono stati l’incontro con il maestro Walter Rosenblum e, successivamente, la collaborazione con il professor Angelo Maggi. Dal 2006 inizia una nuova fase diretta da Romagnosi e Fasolo, nella quale Mignon si dedica anche alla divulgazione della fotografia attraverso corsi e workshop che offrono al gruppo prospettive inedite e l’occasione per incontrare nuovi fotografi che vengono integrati nel collettivo: nel 2009 Fatima Abbadi, nel 2013 Giovanni Garbo e Leonio Berto e nel 2014 Davide Scapin. Pur rimanendo legati alla grande tradizione della fotografia di strada e umanista, con l’utilizzo del sistema analogico in bianco e nero, di recente il gruppo si è aperto anche alla fotografia documentaria e di architettura, oltre che al digitale e al colore.

Pedro Cano, Ragusa Matera due citta a sud
Pedro Cano. Ragusa Matera. Due città a Sud

via Sant'Anna 105 angolo via San Giovanni - Ragusa

Venerdì 14 Giugno 2019

17:30

Dopo il successo della mostra IX Mediterranei del 2014, Pedro Cano ritorna a Ragusa con una splendida mostra dedicata a due città del sud a cui lui è legato profondamente: Ragusa e Matera. Nei suoi 24 acquerelli dedicati a queste due città Cano mette a confronto, come in un dialogo, la bellezza di questi luoghi frutto dell’esperienza vissuta nei suoi innumerevoli viaggi.

Nell’anno in cui Matera è stata nominata Capitale Europea della Cultura, questa mostra vuole essere spunto di riflessione affinché Ragusa come Matera possa senza alcun dubbio ambire a questo prezioso riconoscimento.

Ancora una volta, come in altri lavori del passato, Pedro Cano diventa “ambasciatore culturale” della “Capitale Iblea”. 

Leggere la vita. Cosa insegnano i classici
di Antonio Pascale

San Vito Hostel - Ragusa

Sabato 15 Giugno 2019

10:00 -13:00 / 16:00 -17:30

La domanda, anche se scontata, prima o poi, magari in qualche notte angosciosa o in una giornata uggiosa ce la poniamo: ma che ci facciamo qui? Sì, qui, che siamo venuti a fare? Certo, detta meglio, la suddetta brutale e solita domanda suona pressappoco così: quali sono i motivi che rendono la vita degna di essere vissuta? Mistici, predicatori e filosofi c’hanno provato a fornire risposte, e nel novero, tuttavia, vanno considerati anche alcuni scrittori. Raccontando storie hanno individuato particolari dinamiche che meglio delle speculazioni teoriche, e insomma con maggior praticità, svelano aspetti della nostra natura umana. Ma non solo, le loro pagine hanno fornito materiale utilissimo alle nuove branche del sapere, filosofia, neuroscienze e medicina.
Marcel Proust, Franz Kafka,  e Anton Cechov, tre modi di leggere la vita, e dunque, alla fine, tre strumenti per pensare. Perché gli scrittori scrivono pagine belle, a volte indimenticabili, e riescono, non in pochi casi, a indicarci i punti cardinali. E allora, un seminario lungo un giorno, dove, orfani del mondo, protetti dalle pagine più belle della letteratura del Novecento, leggeremo, analizzeremo, commenteremo la vita e le opere dei quattro scrittori, girando, avviluppandoci per cercare i punti cardinali che indicano i motivi che rendono la vita degna:
Proust, ovvero, come e perché è necessario entrare nel terzo millennio con i sensi potenziati, super poteri senza per forza essere morsi da un ragno.

Kafka, perché il pessimismo radicale, spesso rubricato come malattia insana, ci dice, al contrario, qualcosa di importante sulla nostra coscienza.

Cechov, e cioè che sarà di noi? L’interrogativo che caratterizza molti personaggi cechoviani è anche il nostro, la risposta è nello stile con il quale decidiamo di leggere la nostra vita.

 

Iscrizioni 393.09 65 902

Quota di partecipazione € 20