>Antonio Padellaro | Il gesto di Almirante e Berlinguer, PaperFIRST

Antonio Padellaro | Il gesto di Almirante e Berlinguer, PaperFIRST

Piazza Chiaramonte

16 giugno 2019

20:00

È accaduto per davvero. Conosciamo i loro nomi. Giorgio Almirante. Enrico Berlinguer. Ora sappiamo che s’incontrarono per quattro o sei volte tra il 1978 e il 1979. Sappiamo che il luogo prescelto era una stanza, accanto alla commissione Lavoro, all’ultimo piano di Montecitorio. Sappiamo che si vedevano preferibilmente di venerdì pomeriggio, quando con i deputati ripartiti verso i collegi di appartenenza il palazzo era semideserto. Sappiamo che soltanto quattro uomini ne erano a conoscenza. Sappiamo che tre di essi sono morti. È rimasto un solo testimone: si chiama Massimo Magliaro. All’epoca era il portavoce di Almirante e il capo ufficio stampa dell’Msi. Almirante e Berlinguer avevano deciso di scambiarsi informazioni riservate, secondo Magliaro, sui “terroristi rossi e neri che tenevano l’Italia sotto una cappa di terrore e di sangue”. Ma i colloqui tra i due leader rappresentano anche un modo nobile di intendere la politica di cui oggi, nell’era dei social e dell’insulto mediatico, non rimane più traccia. E lo conferma lo stesso Magliaro: “Almirante mi confidò: ‘Quell’uomo è un avversario leale e corretto’”.

Antonio Padellaro

Giornalista professionista dal 1968, è stato responsabile della redazione romana del Corriere della sera, vicedirettore de L’Espresso, direttore de L’Unità e, dall'estate 2009, direttore de Il Fatto Quotidiano. Ha scritto libri (Non aprite agli assassini, Senza cuore, Io gioco pulito e Il Fatto personale), ha sempre tifato Roma e si è sempre battuto per la libertà di stampa.