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Simonetta Agnello Hornby Filomena Campus | Credevo che

Piazza Poste

15 giugno 2019

21:30

Simonetta Agnello Hornby e Filomena Campus pensano che sia un dovere parlare di violenza domestica e condividere con gli altri quello che Simonet- ta ha imparato in trent’anni di avvocatura attraverso i clienti del suo studio legale, il primo in Inghilterra ad avere un dipartimento dedicato ai casi di questo tipo specifico. Lo spettacolo consiste in un testo a due voci sulle storie dei clienti di Simo- netta e di altri. Il dialogo è accompagnato dal profondo commento musica- le di Filomena, vocalist jazz e registra teatrale. Questo offre un’opportunità per momenti di riflessione e respiro.
Molti credono che:

1 – la violenza sulle donne sia qualcosa che non ci appartiene e distante da noi, radicata nei ceti più umili, e spesso legata alla gelosia e al desiderio sessuale. Insomma qualcosa di cui si occupano soltanto gli operatori sociali e sanitari;
2 – le donne se la vanno a cercare: imprudenti, drogate, ingenue, incapaci di valutare che dietro la figura apparentemente dolce del proprio compagno si nasconde un carnefice;
3 – la violenza sulle madri non ha impatto sui figli;
4 – le gente non può cambiare.

Invece la violenza domestica coinvolge tutti, a tutte le età, a tutti i livelli sociali, quale che sia l’etnia, il credo religioso, l’orientamento sessuale, e lascia dei segni visibili tanto sulla pelle quanto sulla psiche delle vittime.
Oggi sappiamo dalla stampa e dalle statistiche (di cui parleremo) che anche che le donne aggrediscono gli uomini, che tuttora sono restii a rivelarlo.

Simonetta Agnello Hornby

Nata e cresciuta a Palermo, Simonetta Agnello Hornby ha conseguito la laurea in giurisprudenza nel 1967. Dal 1972 vive a Londra ed è cittadina italiana e britannica. Nel 1979 ha fondato a Brixton Hornby and Levy, uno studio legale nel quartiere di immigrati di Brixton che si è specializzato nel diritto di famiglia e dei minori, il primo in tutta l’Inghilterrra ad avere un dipartimento dedicato ai casi di violenza. Già presidente part-time dello Special Educational Needs and Disability Tribunal, per otto anni ha insegnato diritto dei minori all’Università di Leicester. Nel 2000 ha iniziato a scrivere romanzi, pur proseguendo nell’attività forense. La Mennulara (Feltrinelli, 2002) l’ha consacrata al grande pubblico. Nel 2018 e 2019 ne sono uscite una versione graphic novel e un’edizione arricchita di nuovi capitoli. Per i tipi Feltrinelli sono anche stati pubblicati La zia marchesa (2004), Boccamurata (2007), Vento scomposto (2009), La monaca (2010), La cucina del buon gusto (con Maria Rosario Lazzati, 2012), Il veleno dell’oleandro (2013), Il male che si deve raccontare (con Marina Calloni, 2013), Via XX Settembre (2013), Caffè amaro (2016) e Nessuno può volare (2017). I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. Nel 2015 Simonetta è apparsa con il figlio George Hornby, su Rai 3, nel documentario “Io & George”, un viaggio da Londra alla Sicilia per aumentare la consapevolezza dei problemi affrontati dai disabili. Ha inoltre girato per laeffe il docufilm “Nessuno può volare”, che ha dato titolo anche al libro uscito nel 2017. Il 2 giugno 2016 il Presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia nel grado di Grande Ufficiale.

Filomena Campus

Vocalist jazz e regista teatrale, Filomena Campus vive a Londra dal 2001 dove ha fondato la compagnia Theatralia. Vincitrice del Premio Maria Carta (2009) e Premio Navicella (2015), ha collaborato con musicisti di fama internazionale come Paolo Fresu, Antonello Salis, Evan Parker, Gavino Murgia, Orphy Robinson, Jean Toussaint, Byron Wallen, Cleveland Watkiss e la London Improvisers Orchestra. Nel 2009 ha creato il Filomena Campus Quartet, con Steve Lodder al piano, Dudley Phillips al contrabbasso e Rod Youngs alla batteria, con cui ha inciso l’album Jester of Jazz (2011). Nel 2014 ha registrato Scaramouche, album scritto con il chitarrista Giorgio Serci e ospiti come il leggendario Kenny Wheeler. Filomena Campus è l’ideatrice del Theatralia Jazz Festival, un ponte di jazz e teatro tra Italia e UK. Ha curato la regia dello spettacolo musicale “Monk Misterioso” scritto da Stefano Benni, con musiche di Thelonious Monk suonate da un ensemble di stelle del jazz inglese, facendo il tutto esaurito al London Jazz Festival nel 2017.