>Lella Costa | Ciò che possiamo fare, Solferino

Lella Costa | Ciò che possiamo fare, Solferino

Teatro Donnafugata

16 giugno 2019

18:30

conduce Massimo Cirri

Nella figura di Edith Stein confluiscono tutte le contraddizioni di quel secolo breve che fu il Novecento: ebrea di nascita, studiò filosofia della conoscenza con Edmund Husserl; fiera sostenitrice del voto alle donne, traduttrice delle opere di San Tommaso e convertita al cattolicesimo come suora carmelitana, rimase vittima dell’orrore nazista e morì ad Auschwitz nel 1942. In “Ciò che possiamo fare” l’attrice Lella Costa sceglie di confrontarsi in un monologo appassionato con questa grande donna del secolo scorso, anche nota come Santa Teresa della Croce. Riscoprire la sua figura è in realtà per Lella Costa un’occasione rara per riflettere sul nostro presente: sull’importanza del pensiero critico nell’era dell’ignoranza e del populismo, sulla necessità di combattere per i diritti delle donne nel tempo dei femminicidi; ma anche su come l’Olocausto – purtroppo – sia tutt’altro che una tragedia irripetibile, e di come sia nostro dovere temere gli occhi e (le coscienze) bene all’erta. “Ciò che possiamo fare”, ci dice Lella Costa, e con lei Edith Stein, è mettere prima di ogni altra cosa gli esseri umani, sempre.

Lella Costa

All'anagrafe Gabriella Costa, è un'attrice, scrittrice e doppiatrice italiana, famosa soprattutto per i suoi monologhi teatrali. Dopo aver conseguito la maturità al liceo ginnasio statale Giosuè Carducci, i suoi studi universitari in Lettere e il diploma all'Accademia dei Filodrammatici ha esordito con il suo primo monologo da attrice nel 1980. Frequenta i corsi della neonata scuola teatrale milanese Quelli di Grock, fondata da Maurizio Nichetti. Nei primi anni di carriera si è cimentata con autori contemporanei (tra cui Renzo Rosso e Mrozek), ha partecipato a trasmissioni radiofoniche e si è sempre di più avvicinata al cabaret. Nel marzo del 1987 debutta con il primo spettacolo di cui è anche autrice, Adlib, cui seguirà Coincidenze. Con gli anni si è affermata come una delle attrici più caratteristiche della scena teatrale italiana con grandi apprezzamenti sia di critica che di pubblico. Dopo i primi successi ha cominciato a frequentare trasmissioni televisive, tra cui Ieri, Goggi e domani, Omnibus, La TV delle ragazze, Fate il vostro gioco, Ottantanonpiùottanta, Il gioco dei nove e Maurizio Costanzo Show, e ha partecipato ad alcuni film (Ladri di saponette, 1989, di Maurizio Nichetti; Visioni private, 1990, di Francesco Calogero). Nel febbraio del 1990 presenta il suo terzo monologo, Malsottile. Nel 1992 pubblica La daga nel loden, una raccolta dei testi degli spettacoli realizzati. Nello stesso anno va in scena con Due, unico caso in cui non si presenta da sola sulla scena. È socialmente attiva con Emergency (per la quale ha offerto la sua voce per lo spot di PeaceReporter[3]) e culturalmente con la partecipazione annuale al Festivaletteratura di Mantova.