>Silvia Truzzi Antonio Padellaro | C’era una volta la sinistra, PaperFIRST

Silvia Truzzi Antonio Padellaro | C’era una volta la sinistra, PaperFIRST

Villa Margherita

13 giugno 2019

20:00

“Oggi a chiamarsi comunisti sono rimasti gli adepti di una simpatica pattuglia di nostalgici, con l’aggiunta di qualche intellettuale in là con gli anni.
Quanto alla parola sinistra è diventato perfino difficile pronunciarla, tanto ha un suono sinistro per molti. è così vero che nel partito considerato l’erede di quella tradizione politica, il malconcio Pd, di sinistra non osa dichiararsi (quasi) più nessuno”.

Quattro dei maggiori leader politici raccontano, dal loro punto di vista, le ragioni della crisi della sinistra italiana in questi venticinque anni, dallo scioglimento del Pci – e la nascita di Pds e Rifondazione – agli scontri nel Partito democratico. Gli errori, le conquiste, le vendette, i rimpianti, i dissapori. E poi le campagne elettorali e i retroscena nelle segreterie che si sono avvicendate nell’ultimo quarto di secolo.

La svolta della Bolognina, la stagione del maggioritario – con la vittoria di Romano Prodi nel 1996 e il successivo ritorno di Silvio Berlusconi – le guerre intestine per l’elezione del presidente della Repubblica nel 2013, le primarie avvelenate, l’ascesa e la débâcle di Matteo Renzi e la conseguente deriva ideologica. Tutto confidato a due giornalisti d’eccezione. Nessun segreto e un solo grande dubbio: ha ancora senso parlare di sinistra nel nostro Paese?

 

interviene Massimo D’Alema

Silvia Truzzi

Nata a Mantova, vive a Milano. Laureata in Giurisprudenza, lavora al Fatto quotidiano da quando è stato fondato nel 2009. Ha vinto il Premio giornalistico internazionale Santa Margherita Ligure per la cultura nel 2011 e il Premio satira Forte dei Marmi, sezione giornalismo, nel 2013. Ha scritto “Un Paese ci vuole” (Longanesi, 2015) e con Marco Travaglio “Perché no” (Paper first, 2016). Il suo primo romanzo si intitola “Fai piano quando torni” (Longanesi, 2018).

Antonio Padellaro

Giornalista professionista dal 1968, è stato responsabile della redazione romana del Corriere della sera, vicedirettore de L’Espresso, direttore de L’Unità e, dall'estate 2009, direttore de Il Fatto Quotidiano. Ha scritto libri (Non aprite agli assassini, Senza cuore, Io gioco pulito e Il Fatto personale), ha sempre tifato Roma e si è sempre battuto per la libertà di stampa.